MiFID

La normativa MiFID (Market in Financial Instruments Directive) entrata in vigore nel novembre 2007 mira ad offrire una maggiore tutela degli investitori, a rafforzare l’efficienza e l’integrità dei mercati finanziari e a creare in Europa un ambiente finanziario competitivo e armonizzato.

Le norme di maggiore impatto contenute nella direttiva riguardano:

  • l’eliminazione dell’obbligo di concentrazione degli scambi sui mercati regolamentati
  • le regole di trasparenza pre-trade e post-trade
  • la classificazione della clientela in retail, professional e eligible counterparty
  • la disciplina della best execution

L’obbligo di best execution impone agli intermediari di intraprendere tutte le azioni necessarie per ottenere il miglior risultato possibile nell’esecuzione degli ordini dei propri clienti.

Banca IMI ricerca la best execution degli ordini dei clienti attraverso Market Hub una piattaforma multiasset e multimercato in grado di identificare - per fixed income e equity - la migliore sede di esecuzione possibile per il cliente sulla base delle informazioni da lui  fornite nell’ordine stesso e dei criteri di total consideration, velocità di esecuzione e probabilità di esecuzione.

Per maggiori informazioni o assistenza contattare MIFID2@bancaimi.com

EMIR

Il 16 agosto 2012 è entrato in vigore – in Italia e in ogni Paese dell’Europa - il Regolamento EMIR (European Market Infrastructure Regulation).
Gli obiettivi prefissati dalla normativa vengono perseguiti attraverso la previsione di specifici obblighi applicabili oltre che alle controparti finanziarie anche alle controparti con finanziarie, con modalità diverse e date di partenza diverse.

Fra gli obblighi più significativi:

  • Compensazione (clearing) mediante una controparte centrale (CCP) di tutti i contratti derivati OTC standardizzati, come risultanti da un apposito registro pubblico istituito dall’ESMA
  • Segnalazione (reporting) di tutte le operazioni effettuate su strumenti finanziari derivati, sia eseguiti on exchange (ETD) oppure OTC (e di qualsiasi modifica o cessazione delle stesse) al Trade Repository
  • Applicazione di strumenti (tecniche) di mitigazione dei rischi per i contratti derivati OTC non sottoposti all’obbligo di compensazione con una CCP quali:
    • Conferma tempestiva
    • Riconciliazione del portafoglio
    • Compressione del portafoglio
    • Risoluzione delle controversie
    • Valutazione giornaliera del valore dei Contratti Derivati
    • Adozione di procedure di gestione dei rischi

Banca IMI è aderente alle seguenti CCP:

REMIT

Il 28 Dicembre 2011 è entrata in vigore a livello europeo la nuova normativa REMIT (Regulation on Energy Market Integrity and Transparency – REGOLAMENTO (UE) N. 1227/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 25 ottobre 2011), volta a garantire l'integrità e la trasparenza dei mercati energetici all’ingrosso. In particolare, obiettivo della REMIT è prevenire pratiche abusive sui mercati all’ingrosso del gas e dell’elettricità, le cui conseguenze si ripercuotono anche sui prezzi al dettaglio per i consumatori e le imprese.

La normativa stabilisce due divieti e due obblighi per gli operatori di mercato. I divieti sono relativi all’utilizzo a proprio vantaggio di informazioni privilegiate e alla manipolazione di mercato. Gli obblighi riguardano invece la segnalazione all’autorità competente (ACER – Agency for the Cooperation of Energy Regulators) delle transazioni effettuate sul mercato e la pubblicazione di eventuali informazioni privilegiate – tramite pagina web del proprio sito istituzionale o utilizzando un servizio esterno autorizzato – relative allo stato fisico e all’efficienza del sistema di produzione, utilizzo, trasporto e stoccaggio di energia elettrica e gas. In particolare, l’accesso equo a tali informazioni è considerato fondamentale per consentire a tutti gli operatori di mercato di valutare le condizioni globali dell’offerta e della domanda e individuare le cause delle fluttuazioni dei prezzi all’ingrosso.

Allo scopo di ottemperare all’obbligo di pubblicazione delle informazioni privilegiate (art.4 – REMIT), Banca IMI provvede alla comunicazione delle stesse in questa sezione.

BRRD

QUANTO SEGUE E’ UNA SINTESI DELL'ARGOMENTO, PER IDONEA INFORMATIVA SI PREGA DI SCARICARE IL DOCUMENTO COMPLETO TRAMITE L’APPOSITO LINK.

Il recepimento della Direttiva 2014/59/UE (c.d. Banking Resolution and Recovery Directive, “BRRD”) ha introdotto nell’ambito dell'Unione Europea un regime armonizzato di prevenzione e gestione delle crisi delle banche e delle imprese d’investimento ed ha come obiettivo quello di gestire le crisi bancarie al fine di garantire la continuità delle funzioni essenziali delle banche, riducendo al minimo l’impatto del dissesto sull’economia e sul sistema finanziario nonché i costi per i contribuenti, attraverso il ricorso a strumenti di risoluzione facenti capo al settore privato.

Le norme italiane con cui è stata recepita la Direttiva prevedono, in sintesi, che, quando si verifichino i presupposti per l’avvio delle procedure di gestione della crisi dell’intermediario, la Banca d’Italia, quale Autorità di Risoluzione, disponga:

  1. la riduzione o conversione di azioni, di altre partecipazioni e di strumenti di capitale emessi dal soggetto in questione;
  2. quando la misura indicata alla lettera (a) non consenta di rimediare allo stato di dissesto o di rischio di dissesto, l’adozione di misure di risoluzione dell’intermediario oppure la liquidazione coatta amministrativa.

Fra le misure di risoluzione rientra il c.d. bail-in, che consiste nella riduzione dei diritti degli azionisti e dei creditori o nella conversione in capitale dei diritti di questi ultimi, secondo l'ordine gerarchico richiamato nell'informativa di seguito scaricabile.

Con riferimento ai creditori, sono soggette a bail-in tutte le passività (ivi inclusi i contratti derivati), fatta eccezione per quelle specificamente individuate dalla normativa.

Le disposizioni della BRRD sono applicabili anche con riferimento ai soggetti sottoposti alla vigilanza di altra Autorità di risoluzione dell’Unione Europea, nonché alle banche ed imprese di investimento aventi sede legale in Paesi terzi e succursali nell’Unione Europea, secondo le norme di recezione nei rilevanti ordinamenti. Pertanto quanto previsto dalla BRRD ed i relativi strumenti di risoluzione, tra cui il bail-in, si applica anche ai titoli di capitale ed alle passività di tali soggetti secondo i regimi nazionali di recezione della BRRD, come applicati dalle rispettive Autorità. Si invita quindi ad approfondire la conoscenza del quadro normativo relativo alla BRRD ed a valutarne i rischi a seconda della pertinente giurisdizione di recepimento.